Il sistema di allarme non è un nemico

Le risposte di attivazione hanno una funzione protettiva. Diventano fonte di sofferenza quando restano intense, frequenti o poco collegate al presente. Rumori, luoghi, sensazioni corporee o situazioni apparentemente neutre possono riattivare associazioni apprese durante l’esperienza.

Non tutte le reazioni indicano un disturbo

Per formulare una diagnosi non basta riconoscersi in un sintomo. Sono importanti durata, intensità, compromissione e insieme complessivo delle reazioni. Una valutazione clinica serve anche a distinguere conseguenze traumatiche, ansia, condizioni mediche e altre possibili spiegazioni.

La regolazione viene prima dell’elaborazione

In molti percorsi si lavora inizialmente su sicurezza, riconoscimento dei segnali corporei e capacità di restare nel presente. L’elaborazione dei ricordi, quando indicata, avviene con gradualità e all’interno di una relazione terapeutica sufficientemente stabile.

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